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LE ORIGINI

Nasco nel lontano 4 luglio 1958 a Bologna. I miei genitori si sono appena trasferiti da Via F.lli Rosselli, dove gestivano un autonoleggio, a Vai Stalingrado dove,con enormi sacrifici, tanto coraggio e chilometri di cambiali, hanno acquistato un appartamento ed un locale sottostante in cui, oltre a noleggiare auto, hanno allestito un’officina.
Sono piccolo quando mio babbo mi fa fare la mia prima tutina da meccanico visto che, dopo la scuola, mi diverto a rotolarmi sotto le macchine facendo finta di ripararle. Cresco tra pistoni, freni e frizioni. Sono patito per lo sport praticato in genere: passo dall’hokey al karate, dallo sci al tennis e alla bicicletta ma sono incredibilmente attratto dalle motociclette, soprattutto quelle “tassellate” cioè quelle che saltano nella polvere e nel fango. Ho solo 14 anni quando mio babbo, stremato dal mio pressing, decide di regalarmi il mio primo “cinquantino” da motocross. Sto frequentando le scuole “Aldini Valeriani” ma non con grandi risultati dal momento che il mio primario interesse è quello di trascorrere tutto il mio tempo libero a smontare e modificare (“pistollare”) il mio motorino e per questo decido di chiudere anzitempo il discorso scuola e buttarmi a capofitto, nonostante la disperazione dei miei, nell’aziendina di famiglia.
Nel circondario di Bologna ci sono un paio di campetti da motocross dove puntualmente trascorro i miei sabati pomeriggio ed estasiato ammiro i “fenomeni” che corrono e sembrano marziani da quanto vanno forte e saltano alto. La passione per questo sport mi attanaglia tanto che mio padre decide di comprarmi una moto un po' più seria. Inizio subito a fare qualche garettina “parrocchiale” e parte un’escalation verso competizioni via via sempre più importanti. Da lì a trasformare parte dell’officina il passo è breve ed inizio a lavorare anche sulle motociclette, entrando nel business della vendita di moto, accessori ed abbigliamento tecnico.
menny_meccanico Il lavoro di auto-moto riparatore va a gonfie vele ma dopo parecchi anni di bulloni, olio e marmitte comincio ad essere un po’ stanco. Inoltre, il fatto di aver smesso di prendere parte alle competizioni, dopo 15 anni di grandi risultati nelle gare di motocross, non aiuta. Arrivano quindi i primi mesi del 1995 quando una mattina, mentre sto impazzendo a sistemare una moto che non ne voleva sapere di partire, alle mie spalle sento una voce che grida:
“OHH !!! SFIGATO !!! … Sei ancora lì a giocare con i motorini ? Non è ora che cambi lavoro ?”
E’ mio cugino Bruno, un mezzo genio dell’imprenditoria che è stato capace di creare un piccolo impero nel commercio di bevande in tutta la Liguria. Ho sempre avuto molta ammirazione per quanto è stato in grado di fare e tra una presa in giro e qualche chiacchiera mi dice:
“Ma perché non butti fuori da qui bulloni, olio e chiavi inglesi e non ci fai un bel pub? Ti potrei dare qualche dritta !”
Ci penso un attimo e l’idea non mi sembra affatto male dal momento che le spine della birra sono sprovviste di olio, candele e freni. Ne parlo con i miei e li sconvolgo anche perché non riescono a capire la mia voglia di cambiamento, non hanno chiaro come funzioni di preciso un pub e cosa la gente ci faccia, ma io sono deciso e comincio a girare per locali, osservo, mi oriento, cerco di capire e far dei conti, frequento un corso di spillatura per birra ad Alessandria. Prendo il “REC”. Sono pronto e carico per il grande salto e il 31 dicembre 1995 decido di chiudere l’officina. Liquido i miei clienti, abbastanza sconvolti dall’evento, ricordando loro che al prossimo tagliando si fa il pieno di birra. Giro mezza Italia e arrivo fino a Londra per trovare lo stile giusto. Trovo l’idea e nei primi mesi del 1996 iniziano i lavori. Il locale lo voglio pieno di “bric a brac” e cose vecchie (che sono la mia passione). Decido il nome: Halloween, in riferimento alle streghe, perché un tempo si diceva che osservando un qualcosa di vecchio appartenuto alla tua infanzia, chiudendo gli occhi, i ricordi che ti legano a quel qualcosa sarebbero riaffiorati sotto forma di “streghe”.
menny_spina In questo periodo sono sposato con Paola e ho due splendidi bambini, Alessandro e Francesca. Nel 2001 però le cose in famiglia non funzionano più come dovrebbero e mi separo. Inizio a frequentare Ilaria, una “fulminata” conosciuta qualche tempo prima. Insegna in palestra, salta su è giù dagli steps, non beve, non fuma, non sa niente di birre e degli altri alcolici in genere. Al pub ho bisogno di personale e soprattutto di una persona fidata e lei, dopo qualche mese di affiancamento è già bravissima. Diventa oltre che il mio braccio destro anche la mia “filarina” e dopo 9 anni di duro lavoro, il 31 dicembre 2005 nasce Gioele (Joy !!!).
A tutt’oggi gestiamo insieme il locale con grande entusiasmo e soddisfazione, ma tante volte, a locale chiuso e vuoto, mi siedo in un angolo e guardandomi attorno penso a cos’era un tempo, a dov’erano sistemati i banchi da lavoro con gli attrezzi e che sotto all’attuale pavimento giacciono ancora due ponti sollevatori e la “buca” dove da piccolo trascorrevo ore a guardare sopra di me la pancia delle automobili in riparazione.

Menny

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